Hai realizzato un'app e ti stai chiedendo come monetizzarla? Questi sono i principali revenue models che potrebbero fare al caso tuo.

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Oggi il mondo delle app è uno dei mercati più fiorenti. Grazie alle infinite possibilità tecnologiche offerte dagli smartphone di ultima generazione, è possibile veicolare un gran numero di soluzioni a tante esigenze quotidiane giusto con un touch.

Per le startup che lavorano su tecnologie basate su app si pone però sempre il solito problema: qual’è la migliore strategia per portare l’app sul mercato?

Non intendiamo qui la strategia di marketing (pubblicità, referral, viralità e cose del genere), ma la modalità di vendita sugli store. In altre parole, se metterla a pagamento o gratis.

Bisogna ragionare su che tipo di applicazione si sta sviluppando e su quale siano i relativi valori aggiunti

Basta realmente poco per risolvere questo problema. Tuttavia, un po’ di ragionamento è indispensabile per non commettere gli errori.

In ogni caso, dobbiamo anche tenere conto di un’altra piccola regola: tenere i costi più bassi possibile.

Caso studio: una app di fotografia

Eviterei sin da subito con la teoria e proverei, invece, a partire con un esempio pratico: si sa, la pratica fa la grammatica.

Prendiamo il caso in cui voi abbiate sviluppato MyCam, una nuova applicazione per scattare le foto e che vi permette di modificare subito gli scatti con effetti particolari. È il momento di pubblicarla sullo store ma non avete idea di come commercializzarla.

Vi si presentano, allora, queste quattro possibilità:

  1. Metterla a pagamento
  2. Metterla totalmente gratis
  3. Farne due: una gratis scarna e una completa a pagamento
  4. In-App Purchase

Pubblicarla a Pagamento

Questa opzione è un po’ particolare perché, come sicuramente vi sarete accorti, le persone sono restie a comprare le app. Tuttavia, ogni giorno vengono pubblicate tante applicazioni a pagamento, ma cosa spinge gli sviluppatori a scegliere questa opzione?

È proprio questo il momento per utilizzare il segreto che vi ho svelato all’inizio.

Nel caso in cui MyCam fosse uno strumento con il quale le persone possono immortalare i loro momenti, la qualità di questa applicazione non dipende da quanta gente la usi.

In altre parole, sto dicendo che se la scaricassero in trecento o in tremila ciò non influirebbe sull’esperienza del singolo utente; mentre, nel caso in cui MyCam sia molto simile a Instagram e cioè con la possibilità di creare una community nella quale condividere le proprie foto e ricevere feedback e seguire altre persone, la diffusione gioca un ruolo fondamentale.

Quello che voglio sottolineare è la distinzione tra una applicazione strumento e una applicazione sociale perché è fondamentale per compiere la giusta scelta.

Quindi, se abbiate sviluppato questa applicazione come un semplice strumento, la scelta di metterla a pagamento non è un’assurdità, mentre nel caso in cui fosse un social network, poiché la gente continua ad essere restia a pagare le applicazioni, potrebbe essere un grosso limite.

Il discorso, però, non finisce qui. Non ho prove reali di quanto sto per dire e sto facendo viaggiare la mente: si potrebbe sfruttare il fattore appartenenza.

È dimostrato quanto la gente ami far parte di una élite e ciò potrebbe essere sfruttato a vostro vantaggio. Se cambiassimo il normale flusso di diffusione? Si potrebbe partire costruendo una community e poi pubblicare l’applicazione.

Certo è difficile, ma ciò vi permetterebbe di mettere a pagamento l’applicazione sin da subito e guadagnarci. Questa modalità è ormai diffusa nei blogger, i quali sfruttano la loro community per vendere i propri libri.

Anche le squadre di calcio sfruttano questo sentimento per vendere a un prezzo superiore i loro gadget ai tifosi. Dai mi fermo qui, ma provate a pensare a questa opportunità.

Pubblicarla Gratis

Adesso ci portiamo dietro gli strascichi del paragrafo precedente ed è facile capire come questa opzione abbia senso nel caso in cui MyCam sia un social network. Tuttavia, non basta capire questo per decidere di pubblicarla gratuitamente senza troppi pensieri.

Mantenere un’app gratuita è faticoso per questo vi esorto a vedere bene il vostro modello di business.

Potreste prendere in considerazione l’inserimento di pubblicità, ma onestamente sono un guadagno modesto che non riesce da solo a mantenere in vita la vostra startup, tuttavia c’è un modo per utilizzarle in maniera intelligente e così andiamo al prossimo paragrafo.

Farne due, una scarna gratis e una completa a pagamento

Potreste pubblicare una versione base di MyCam con la presenza delle pubblicità e allo stesso tempo ne fate una ads-free (senza pubblicità). In questo modo, l’utente che comincerà ad utilizzarla assiduamente potrà scegliere di prendere quella a pagamento perché magari desidera uno strumento utile senza pubblicità.

Questa logica comunque si può applicare anche ad altre situazioni non per forza legate alla pubblicità. Infatti, potrebbe anche darsi che voi vogliate mettere in vendita solo alcune particolari funzionalità e dunque queste ultime compariranno solo nella versione a pagamento, mentre in quella scarna inserirete solo una call to action all’acquisto.

Comunque, scegliere di creare due applicazioni risulta scomodo perché significherebbe gestire due progetti, ma per fortuna c’è un’altra soluzione che ci viene in contro.

In-App Purchase

Per In-App Purchase, per chi non lo sapesse, si intende mettere in vendita delle componenti direttamente dentro l’applicazione.

L’aspetto vantaggioso di questa logica è che si può sviluppare una sola applicazione. Chiarito bene questo è facile capire come può sostituire facilmente l’opzione precedente.

Non a caso infatti sempre più applicazioni scelgano di inserire gli acquisti in app perché oltre alla comodità risulta essere una fonte di guadagno continua nel tempo: le componenti in vendita potrebbero aumentare durante gli sviluppi.

Facciamo l’esempio di VSCO (per rimanere in tema di fotografia). Questa applicazione mette in vendita effetti particolari che vanno ad incrementare quelli standard già presenti nella versione base. Inoltre, con il tempo, il catalogo degli effetti è in continuo aggiornamento suscitando la curiosità negli utenti.

Questa sarebbe la scelta che farei per MyCam: è un’opzione comoda e fornisce un buon metodo di guadagno senza essere troppo invadente.

La donazione

Prendiamo infine il caso in cui MyCam sia un vostro hobby e tutte queste complicazioni potrebbero sembrarvi eccessive.

Comunque sia, è pure giusto che vogliate una minima retribuzione per il lavoro che avete fatto e allora potreste scegliere di ricevere donazioni. Da anni è una possibilità grazie a Paypal. E… vi consigliamo di non escluderla a prescindere perché, per quanto assurdo, si riescono a ricavare anche somme notevoli.

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