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Creare prodotti eccezionali che si vendono da soli: come farlo? Scopriamolo con i consigli dei migliori!

Tempo di lettura: 3 min

Aaron Levie (CEO e co-founder di Box) è considerato un guru dello sviluppo di prodotto, e durante uno dei suoi interventi diretti ai founders di YCombinator ha dato una serie di utili consigli. Li sintetizziamo in questo post, sperando che possano essere di ispirazione per voi quanto lo sono stati anche per noi.

Comincia con qualcosa di semplice

La semplicità è il fattore che ha reso tante idee “disruptive” quindi non bisogna partire sviluppando tante funzionalità; meglio farne una, ma alla grande. E’ infatti inversamente proporzionale il rapporto tra features sviluppate e soddisfazione dell’utente nell’usare il servizio offerto.

Concentratevi su una cosa sola, che siete sicuri sapete fare meglio di chiunque altro, e sviluppatela affichè sia abbastanza semplice da permettere ai clienti finali di utilizzarla senza istruzioni e spiegarla ad amici e collaboratori.

Cavalca un trend in crescita

Non bisogna essere un surfista professionista per capire che per ottenere il massimo dalla propria prestazione sia necessario posizionarsi nel posto giusto ed attendere che arrivi l’onda. Lo stesso vale nel mercato del software.

Siate sicuri che nel futuro potrete godere della spinta derivante dall’ascesa dirompente di un trend tecnologico che oggi state individuando.

Il vostro prodotto dovrebbe letteralmente vendersi da solo

La viralità di un prodotto parte dal prodotto stesso. E’ necessario chiedersi se ciò che stiamo sviluppando sarà facilmente adottato dal mercato di riferimento o se incontrerà frizioni lungo il processo di divulgazione.

Dal punto 1 abbiamo capito che un ottimo modo per partire potrebbe essere lanciare qualcosa assolutamente semplice da utilizzare; questo permetterebbe infatti ai consumatori di condividerlo in modo autonomo e veloce, contribuendo attivamente alla crescita delle principali metriche aziendali.

Aaron ci dice “Sales should be used to close big deals, not to drive product adoption”.

Spesso si pensa che il miglior modo per accertare la validità di un prodotto sia provare a venderlo (e nella maggior parte casi è vero), però dovremmo fare uno sforzo mentale in più, progettando l’UX affinchè il prodotto/servizio possa letteralmente vendersi da solo!

Passa il tuo tempo con i tuoi futuri clienti, ma non costruire solo quello che loro vogliono

L’imprenditore è colui che risolve il problema del cliente”.

Partendo da questo concetto è pacifico sostenere che bisogna intercettare quelle persone che, più di tutti, soffrono il problema che abbiamo individuato ed ascoltarle!

Al contempo però Henry Ford ci insegna che “Se avessi chiesto ai miei clienti che cosa volevano, mi avrebbero risposto ‘Un cavallo più veloce’ , ed oggi ci troveremmo tutti a passeggiare in carrozza.

Da questo aneddoto dovremmo imparare che se implementassimo tutte le richieste dei clienti (per quanto interessanti) snatureremmo il prodotto, mutandolo in un’accozzaglia di funzioni che difficilmente riuscirebbe a performare in modo armonico.

Quindi ascoltare si, ma mai cedere a tutte le richieste del cliente poichè questi non conosce la vision che muove la vostra organizzazione!

Assicuratevi di costruire un prodotto modulare

Salesforce rappresenta un ottimo esempio di come si costruisce un prodotto modulare.

E’ infatti rischioso, oltre che sbagliato e costoso, costruire prodotti verticali che rispondano “ad hoc”ad ogni singola industry.

Salesforce infatti mette a disposizione differenti moduli che, combinati, vanno a determinare esperienze customizzate per differenti tipologie di clienti.

Questo permette all’azienda di rispondere velocemente ed in modo flessibile a richieste di varia natura, mantenendo i prezzi competitivi e, di conseguenza, incrementando sensibilmente la soddisfazione dei clienti.

Pensate prima all’utente

Mano mano che l’azienda cresce, il team sarà chiamato a dover affrontare delle scelte sempre più complesse. In particolar modo merita attenzione il tradeoff business first/user first.

Tenendo presenti i punti 1,4 e 5, l’imprenditore lungimirante dovrebbe ricordare che la sua azienda esiste per rendere una industry migliore, risolvendo efficacemente i problemi dei propri clienti.

Questi infatti sono l’essenza di qualsiasi organizzazione e, per questo, dovrebbero essere messi al centro anche quando questa scelta potrebbe sembrare  gravosa per il business.

Secondo la legge di Pareto l’80% dei ricavi può essere riconducibile al 20% di clienti fidelizzati, dunque  la strategia user first sicuramente premierà nel medio-lungo termine.

Un consiglio sempre valido, comunque, è quello di attenersi ai dati e decidere esclusivamente in maniera analitica in funzione delle performance che l’azienda sta registrando sul mercato. Una startup è un’organizzazione che opera in condizioni di estrema incertezza e, per questo, ogni caso è a se e purtroppo questi principi potrebbero non risultare sempre validi.

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