La stori di Stripe: come hanno fatto due giovani fratelli irlandesi a creare dal nulla un’azienda da 100 miliardi di dollari?
Cos’è Stripe e perché conta
Stripe è una (ex) startup che offre un’infrastruttura economica per le transazioni finanziarie via internet. La sua tecnologia viene adottata da organizzazioni di tutte le dimensioni per accettare pagamenti e gestire le attività online.
Il mercato dei pagamenti online
Ogni giorno gli americani spendono circa 1,2 miliardi di dollari online. Secondo il Dipartimento del Commercio, il dato è destinato a crescere a discapito della vendita al dettaglio tradizionale.
Le origini dei fratelli Collison
Questo di certo non lo potevano sapere Patrick e John Collison quando, nel 2010, iniziarono a progettare un software per collegare app e siti web ai sistemi bancari e alle carte di credito, così da ricevere pagamenti.
I fratelli Collison cominciarono a lavorare a Stripe dopo aver abbandonato il college. Per lanciare la sfida aprirono un piccolo ufficio di fronte alla sede di PayPal, pioniere nelle transazioni via internet. Passarono due anni ad affinare l’MVP e a instaurare rapporti con banche, società di carte di credito e autorità di regolamentazione, così che gli utenti non dovessero occuparsene.
La proposta di Stripe: “7 righe di codice”
L’idea di Stripe era semplice. L’utente si registra, aggiunge 7 righe di codice al sito e può gestire i pagamenti in modo immediato. Quello che prima richiedeva settimane ora si fa con un “copia e incolla”. Non solo la tecnologia, ma anche il posizionamento contribuirono a rendere Patrick e John tra i più giovani miliardari della classifica Fortune.
A chi parlava Stripe: sviluppatori e piccole organizzazioni
Di solito sono i direttori finanziari a scegliere il sistema di pagamento. Difficilmente avrebbero optato per una piccola startup. Stripe decise invece di rivolgersi a programmatori e piccole organizzazioni che vendevano o spostavano denaro online.
Tutti, dal marketer con un e-commerce su Shopify alla startup della sharing economy, potevano usare Stripe per spostare denaro dal dealer all’acquirente.
Dallo scetticismo agli investimenti
La voce delle “7 righe di codice” circolò velocemente nella Silicon Valley. Gli investitori, però, non sembrarono entusiasti. Finché, ironia della sorte, furono proprio i fondatori di PayPal a voler entrare con un assegno da 20 milioni di dollari, notando come i due irlandesi avessero trovato una tacca nel sistema del loro colosso.
Così iniziò l’ascesa: prima Google Ventures (il fondo di Google), poi Golden Gate Ventures, Connect Ventures, Capital G e infine Atomico.
Crescita, commissioni e numeri chiave
Stripe era una predestinata, ma il duro lavoro e la passione dei fratelli Collison l’hanno resa il motore finanziario di oltre 100.000 aziende. Queste pagano una commissione del 2,9% sui pagamenti con carta di credito per accedere alle “7 righe”.
John e Patrick non hanno mai rivelato i numeri ufficiali. Gli analisti stimano che l’azienda gestisca fino a 50 miliardi di dollari di transazioni l’anno, con oltre 1,5 miliardi di profitti e circa 750 dipendenti.
Stripe nel 2024–2025
Nel 2024 Stripe ha elaborato 1,4 trilioni di dollari di volume totale di pagamenti, in crescita del 38% anno su anno. Ha inoltre acquisito Bridge, piattaforma di orchestrazione di stablecoin, per 1,1 miliardi di dollari, segnalando l’interesse verso i servizi crypto.
Nel febbraio 2025 Stripe ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto per fornire liquidità ai dipendenti attuali ed ex dipendenti.
Non male per due giovani imprenditori nati in un piccolo villaggio dell’Irlanda centrale.






