Deeptech startup: cos’è e come funziona

Le deeptech startup sono imprese che fondano il proprio vantaggio competitivo su scoperte scientifiche di frontiera, brevetti originali o proprietà intellettuali che nessun competitor può replicare facilmente. Non ottimizzano processi esistenti ma costruiscono tecnologie che prima non esistevano. Nel 2026, l’ European Innovation Council ha stanziato 1,4 miliardi di euro per startup e PMI deeptech. È la conferma che l’Europa considera questo tipo di impresa una leva strategica per recuperare competitività rispetto a Stati Uniti e Cina. Per un founder che lavora su tecnologia avanzata, capire le regole del deeptech è il primo passo per evitare errori costosi di strategia e fundraising. Cosa si intende per startup deeptech? Una startup deeptech sviluppa tecnologie basate su ricerca scientifica avanzata: fisica, chimica, biologia, ingegneria di frontiera. Il punto di partenza non è un’opportunità di mercato, ma una scoperta scientifica o un brevetto. Il vantaggio strutturale di una startup deeptech Un’app SaaS si costruisce su tecnologie già mature e accessibili a chiunque. Un’impresa deeptech, invece, parte da una ricerca universitaria o da un brevetto che nessun altro possiede. Questo crea barriere competitive solide, difficili da aggirare anche con capitali elevati. Il prezzo è il tempo. Una startup SaaS può raggiungere il Product-Market Fit in 12–18 mesi. Una startup deeptech impiega spesso 5–10 anni prima di avere un prodotto commercializzabile. Tuttavia, chi supera quella soglia si trova in una posizione di mercato che pochi possono contendere. I principali settori delle startup deeptech I settori che rientrano nel deeptech includono: Molte startup deeptech operano, inoltre, all’intersezione di più ambiti. Altered Materials, spin-off del Politecnico di Torino, combina agritech e chimica avanzata per il rilascio controllato di nutrienti: un esempio concreto di come la ricerca accademica diventi prodotto. Deeptech startup vs startup tradizionale: le differenze chiave Questa tabella riassume le differenze operative più rilevanti per chi sta valutando quale percorso intraprendere. Caratteristica Startup tradizionale Startup deeptech Base tecnologica Tecnologie esistenti Ricerca scientifica originale Time to market 12–24 mesi 5–10 anni Barriere competitive Basse (replicabilità alta) Alte (brevetti, IP) Tipo di investitori VC generalisti VC specializzati, EIC, CDP Profilo del team Business + tech Ricercatori + business Rischio principale Mercato Tecnologico + mercato Una startup deeptech non compete su velocità di esecuzione; compete su profondità scientifica. Sono due giochi diversi, con regole diverse. Come si finanziano le startup deeptech in Italia? Il percorso di finanziamento per una startup deeptech è più articolato rispetto al venture capital tradizionale. Tuttavia, nel 2026 gli strumenti disponibili sono più accessibili che in passato. EIC Accelerator: il fondo europeo per startup deeptech L’EIC Accelerator è lo strumento europeo di riferimento. Eroga fino a 2,5 milioni in grant e fino a 15 milioni in equity per startup deeptech con alto potenziale di crescita. Il tasso di selezione è del 3–5%. Ottenere l’accesso funziona, inoltre, come segnale di qualità verso gli investitori privati. Nel 2026 sono previste call a febbraio, giugno e ottobre. CDP Venture Capital e fondi privati per il deeptech A livello nazionale, CDP Venture Capital è il principale fondo pubblico che investe in equity nelle startup italiane. Tra i fondi privati specializzati operano Panakes Partners, focalizzato su life science e medtech, e United Ventures, attivo nel deeptech e nel software avanzato. Partire da un grant pubblico, come Smart&Start o EIC, riduce il rischio percepito dagli investitori e facilita, di conseguenza, l’accesso ai round successivi. Chi studia il fundraising seed sa che la sequenza dei capitali conta quanto la quantità. La valle della morte: il rischio principale per le startup deeptech La fase più critica ha un nome preciso: valle della morte. È il momento in cui: Superarla richiede tre leve: grant pubblici, partnership industriali e investitori con competenze scientifiche specifiche. Un MVP solido — anche in forma di prototipo validato — è spesso il documento che sblocca i primi capitali privati. Molte startup deeptech nascono come spin-off di ricerca universitaria. Il trasferimento tecnologico dall’accademia all’impresa è quindi uno dei percorsi più strutturati per attraversare questa fase. Chi vuole capire come gli investitori valutano il rischio tecnologico può approfondire il Venture Capital Method. In sintesi FAQ Cos’è una startup deeptech? Una startup deeptech sviluppa tecnologie basate su scoperte scientifiche avanzate o proprietà intellettuali originali. Si distingue dalle startup tradizionali per la profondità scientifica della soluzione, i cicli di R&D lunghi e le elevate barriere di ingresso per i competitor. Qual è la differenza tra deeptech e high tech? Una startup high tech usa tecnologie avanzate già esistenti. Una startup deeptech, invece, parte da ricerca scientifica non ancora commercializzata. Il discriminante è la base scientifica originale, non il livello di complessità tecnologica. Come si finanziano le startup deeptech in Italia nel 2026? Le principali fonti sono EIC Accelerator (grant fino a 2,5M + equity fino a 15M), CDP Venture Capital a livello nazionale e fondi privati specializzati. I grant pubblici riducono, inoltre, il rischio percepito e aprono la strada ai round VC successivi. Cosa si intende per valle della morte nel deeptech? È la fase in cui la ricerca è troppo avanzata per i fondi accademici ma non ancora matura per gli investitori privati. Va superata dunque con grant, partnership industriali e una validazione tecnologica progressiva per gradi (TRL). Conclusione Fare deeptech significa costruire su basi scientifiche solide, accettando tempi lunghi in cambio di un vantaggio competitivo difficilmente erodibile. Non è il percorso per chi vuole crescere in fretta ma per chi vuole costruire qualcosa che duri nel tempo. Se stai lavorando su una tecnologia avanzata e vuoi strutturare il percorso, dalla validazione iniziale al primo round Lancia la tua startup, il programma di Peekaboo, è il punto di partenza concreto. Un metodo costruito su oltre 1.000 startup accompagnate, pensato per chi parte dalla ricerca e vuole arrivare preparato sul mercato.
Pre money valuation e post money valuation

Quando una startup avvia una raccolta capitali, uno dei passaggi più delicati riguarda la definizione del suo valore. Qui entrano in gioco pre money valuation e post money valuation, due concetti centrali per capire quanto vale l’impresa prima del round, quanto vale dopo l’ingresso del capitale e quale quota i founder stanno realmente cedendo agli investitori. La differenza tra pre money e post money valuation ha effetti concreti sulla struttura dell’operazione: determina il livello di diluizione dei founder, incide sugli equilibri societari e condiziona la sostenibilità dei round successivi. Per una startup early stage, la valutazione raramente dipende da una formula rigida. Si costruisce invece su fattori concreti: traction, qualità del team, dimensione del mercato, timing, modello di business, materiali presentati agli investitori e capacità del founder di motivare il valore richiesto. La valutazione pre money, quindi, non è un numero arbitrario, ma la misura della solidità e della credibilità del progetto. Che cos’è la pre-money valuation? La valutazione pre money è il valore attribuito alla startup immediatamente prima dell’ingresso di nuovi capitali. È il punto di partenza della negoziazione con l’investitore e serve a stabilire quanta equity verrà ceduta in cambio del capitale raccolto. Se una startup ha una pre money valuation di 2 milioni di euro, significa che, prima del round, il mercato o gli investitori attribuiscono all’impresa quel valore. Questo numero ha un effetto diretto sul peso del nuovo socio nella cap table. Più la pre money è alta, minore sarà la quota ceduta a parità di investimento. Più è bassa, maggiore sarà la diluizione dei founder. Nelle fasi pre seed ed early stage questo tema è ancora più sensibile, perché spesso la startup non ha ancora ricavi consolidati. Per questo la startup valuation pre money viene discussa sulla base di segnali prospettici, non solo di risultati storici. Che cos’è la post-money valuation? La post money valuation è il valore della startup dopo l’ingresso del nuovo investimento. Si calcola sommando alla valutazione pre money l’ammontare del capitale raccolto. La formula è semplice: Post money valuation = pre money valuation + investimento Questo dato serve a capire quale percentuale della società viene assegnata all’investitore. Non basta quindi sapere quanto capitale entra. Bisogna anche capire quale valore complessivo assume l’azienda dopo il round, perché è proprio su quella base che si misura la nuova distribuzione delle quote. La post money valuation è utile anche per leggere il round con maggiore lucidità. Molti founder si concentrano sull’importo raccolto, ma il punto realmente strategico è la relazione tra capitale ricevuto e quota ceduta. Qual è la differenza tra pre-money valuation e post-money valuation? La differenza tra pre money e post money dipende dal momento in cui viene osservato il valore della startup. La pre money valuation misura il valore dell’impresa prima del round. La post money valuation lo misura subito dopo l’ingresso del capitale. La differenza tra i due valori coincide con l’investimento ricevuto. Sul piano operativo, questa distinzione è decisiva perché permette di calcolare la quota dell’investitore e, di conseguenza, la diluizione dei soci già presenti. La formula di base è questa: Quota dell’investitore = investimento / post money valuation Questo significa che due round con lo stesso importo possono produrre effetti molto diversi in base alla valutazione pre money negoziata. Per questo pre money e post money vanno letti insieme: solo così è possibile capire l’impatto reale del round sulla struttura societaria. Come calcolare pre money valuation con un esempio pratico Immagina una startup che raccoglie 500.000 euro e concorda con l’investitore che, dopo il round, quest’ultimo deterrà il 20% della società. Per trovare la post money valuation si parte dalla quota finale: 500.000 / 20% = 2.500.000 euro A questo punto si ricava la pre money valuation: 2.500.000 – 500.000 = 2.000.000 euro Il risultato è chiaro. Prima dell’ingresso del capitale, la startup vale 2 milioni di euro. Dopo il round vale 2,5 milioni di euro. I founder mantengono l’80% della società e l’investitore entra con il 20%. Questo esempio mostra bene perché la valutazione pre money incide direttamente sulla quota ceduta. A parità di investimento, una pre money più alta riduce la diluizione. Se, ad esempio, la pre money fosse stata di 4 milioni invece che di 2 milioni, la quota ceduta all’investitore sarebbe stata sensibilmente più contenuta. Da cosa dipende la valutazione di una startup early stage? La valutazione startup early stage dipende da una combinazione di fattori. Nelle fasi iniziali gli investitori non guardano soltanto ai numeri di bilancio, perché spesso sono ancora limitati. Valutano soprattutto la probabilità che la startup riesca a crescere in modo credibile. Infine conta la qualità della documentazione. Un founder che prova a trovare investitori senza aver costruito una logica chiara di round parte in svantaggio, anche quando l’idea è valida. Perché business model, business plan e pitch startup incidono sulla valutazione Una pre money valuation si negozia anche sulla base di come il progetto viene presentato. Per questo business model, business plan e pitch startup non sono allegati secondari, ma strumenti che influenzano la percezione del rischio. Il business model chiarisce come l’impresa crea, distribuisce e cattura valore. Il business plan traduce questa logica in numeri, ipotesi e obiettivi. Il pitch startup, invece, condensa la tesi di investimento in una forma leggibile, sintetica e convincente. Quando questi tre elementi sono coerenti tra loro, la valutazione acquista maggiore solidità. Quando invece raccontano storie diverse, l’investitore tende a ridurre il valore percepito. Questo vale anche per una startup innovativa: la qualifica formale o la componente tecnologica possono rafforzare l’interesse, ma non sostituiscono la qualità dell’esecuzione e la chiarezza dei materiali. Cosa si intende per value for money? Nel fundraising, value for money indica il rapporto tra capitale richiesto, quota ceduta e qualità complessiva dell’opportunità offerta all’investitore. Non riguarda quindi il prezzo più basso, ma la coerenza tra rischio, potenziale e ritorno atteso. Dal punto di vista dell’investitore, una startup offre value for money quando la quota che riceve appare giustificata dal valore futuro che l’impresa può generare. Dal punto di
Warm introduction agli investitori: come ottenerla

Nel fundraising startup, ottenere una warm introduction agli investitori può fare la differenza tra un messaggio ignorato e l’inizio di una conversazione reale e di valore. Avere una lista di fondi o di business angel non basta. Il passaggio decisivo arriva quando la ricerca non si ferma più all’identificazione dei nomi, ma diventa un processo di accesso agli investitori. In questa fase entra in gioco la warm introduction investitori: un contatto attivato tramite una terza persona che conosce già l’investitore e che, presentando il founder, trasferisce parte della propria credibilità sul progetto. Per questo non si tratta di una semplice presentazione informale, ma di un vero passaggio di fiducia. In questo articolo spieghiamo che cosa si intende per warm introduction e come costruirla in modo efficace, partendo dalla scelta degli investitori giusti fino alla richiesta di contatto. Perché la warm introduction agli investitori conta Quando un founder prova a contattare venture capital o angel investor, non compete solo con altre startup. Compete soprattutto con il tempo limitato di chi riceve il messaggio e con il livello di fiducia che quell’investitore è disposto a concedere a un primo contatto. Per questo le introduzioni qualificate restano uno dei modi più efficaci per avviare una conversazione con un investitore. Una warm introduction non è semplicemente un contatto in comune. Per funzionare davvero, la persona che introduce il founder deve essere credibile agli occhi dell’investitore e avere motivi solidi per raccomandare il progetto. In questo passaggio si trasferisce una parte della fiducia già costruita tra investitore e referente. Un’introduzione efficace, inoltre, non dovrebbe essere forzata. Chi fa da tramite dovrebbe verificare due condizioni. Da un lato, che il founder sia pronto ad affrontare una conversazione con un investitore. Dall’altro, che l’investitore possa avere un interesse reale per quella startup. Questo passaggio è decisivo perché distingue una segnalazione realmente utile da un’introduzione debole. Senza questo filtro, il contatto rischia di essere percepito come poco rilevante e di perdere gran parte della sua efficacia ancora prima di raggiungere l’investitore. Prima di contattare gli investitori: Non tutti gli investitori sono uguali Molti errori nel fundraising nascono prima ancora di inviare il primo messaggio. Se la shortlist degli investitori è costruita male, anche la migliore introduzione perde gran parte della sua efficacia. Prima di capire come contattare investitori startup, è necessario chiarire quali investitori abbiano davvero senso per il proprio progetto. La selezione deve partire da alcuni criteri concreti. Il primo è lo stadio della raccolta: non tutti i fondi investono nelle stesse fasi. Il secondo riguarda il settore e il tipo di startup finanziate. Infine conta la logica di investimento, cioè il modo in cui il fondo costruisce il proprio portafoglio. Per questo non tutti gli investitori sono intercambiabili. I business angel entrano spesso nelle fasi molto iniziali. I fondi di venture capital tendono a investire da seed in avanti. Acceleratori e incubatori, invece, combinano capitale iniziale con mentoring, formazione e accesso a un network di contatti. Valutare se la startup è davvero pronta per parlare con gli investitori C’è poi un secondo livello di valutazione che molti founder tendono a sottovalutare: la fundability della startup. Prima di cercare una warm introduction agli investitori, è importante poter mostrare almeno alcuni segnali concreti che rendano il progetto credibile. Gli investitori valutano in particolare alcuni elementi ricorrenti: l’esistenza di una domanda reale, i primi dati di trazione, la scalabilità del modello di business, la qualità del team e un piano chiaro sull’utilizzo del capitale raccolto. Nel cold outreach, la soglia di attenzione è ancora più alta. Quando un investitore riceve un messaggio da un founder che non conosce, cerca subito indicatori di qualità. Se questi elementi non emergono con chiarezza, diventa molto più difficile attirare attenzione e ottenere una risposta. Conta, per esempio, poter mostrare una crescita misurabile, una proprietà intellettuale già definita, la presenza di un lead investor o un team particolarmente solido. Come costruire una warm introduction agli investitori in modo credibile La mappatura del network è il primo passaggio Un founder che vuole capire come ottenere una warm introduction non dovrebbe partire dalla domanda “chi mi può presentare?”, ma da una domanda più utile: “chi, tra le persone che conosco direttamente o indirettamente, ha un rapporto credibile con questo investitore?”. Le connessioni utili non provengono solo dalla rete più vicina. Possono emergere da cofounder, advisor, ex colleghi, operatori del settore, founder già finanziati da quel fondo, investitori di round precedenti o anche contatti di secondo e terzo grado. In molti casi, il problema non è la mancanza di relazioni, ma la scarsa consapevolezza del network che si può davvero attivare. Questo passaggio è essenziale anche per un’altra ragione. Ti obbliga a ragionare in termini di accesso concreto, non di nomi astratti. Una lista di investitori startup ha valore solo se viene tradotta in un percorso credibile per arrivare al contatto. Per ogni fondo rilevante, dovresti chiederti chi può aprire la porta, quanto sia solida quella relazione e perché quella persona dovrebbe aiutarti. La qualità del tramite conta quasi quanto la qualità dell’investitore che vuoi raggiungere. Per chiedere una warm introduction serve una richiesta precisa Uno degli errori più frequenti è chiedere: “Mi presenti qualche investitore?”. Una richiesta di questo tipo è troppo generica e finisce per trasferire tutto il lavoro sulla persona da cui si cerca supporto. È molto più efficace formulare una richiesta mirata, che mostri preparazione e comprensione del contesto. Se sai che una determinata persona conosce un partner che investe in startup nella tua stessa fase di crescita, nel tuo settore e con criteri compatibili con il tuo progetto, è importante dirlo in modo esplicito. In questo modo dimostri che non stai cercando un contatto qualunque, ma un’introduzione costruita su un allineamento concreto. Cosa deve contenere una richiesta di introduzione Qui si gioca una parte decisiva del processo. Una warm introduction funziona molto meglio quando il founder rende il lavoro semplice e rapido per la persona che deve fare da tramite. L’obiettivo è fornire un testo breve, chiaro e già pronto per
Bandi per Startup

Cerchi bandi di gara per startup a cui partecipare? Abbiamo effettuato uno scouting delle principali opportunità di finanziamento nazionali e regionali attualmente aperte (o in prossima apertura) utili per startup, PMI e giovani founder che vogliono validare un’idea, sviluppare un MVP/PoC, o avviare investimenti e go-to-market. In questo articolo trovi le opportunità più interessanti, organizzate per regione e con una scheda sintetica che mette subito in evidenza scopo, oggetto, budget, scadenze e link delle pagine per candidarsi. Calabria Le misure regionali puntano su innovazione profonda, digitalizzazione e strumenti finanziari per investimenti. Voucher Transizione Digitale PMI (Calabria) Utile se l’obiettivo è portare online processi e vendita, adottare tool 4.0, migliorare cybersecurity e infrastruttura IT. È un “quick win” per PMI e startup già operative. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link Voucher per la Transizione Digitale delle PMI Voucher per digitalizzazione e tecnologie 4.0 (ICT, software, cybersecurity, ecc.) (Avviso a sportello – dotazione su portale) A sportello (fino a esaurimento) Calabria Europa FRI Calabria Strumento adatto a progetti più strutturati (innovazione/industrializzazione/transizione), spesso con investimenti più importanti e necessità di copertura finanziaria combinata. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link FRI Calabria – Fondo regionale per innovazione e settori strategici Investimenti produttivi, progetti di innovazione, transizione digitale/green (anche sportello) € 35.000.000 A sportello (fino a esaurimento) Calabria Europa Emilia-Romagna Accanto ai bandi “ecosistema” (incubatori/acceleratori), restano attive opportunità LEADER/GAL per nuove attività in aree rurali. SRD03 – Azione B | Agricoltura Sociale Sostiene investimenti per adeguare le aziende agricole allo svolgimento di attività di agricoltura sociale: recupero edilizio, allestimento di spazi interni ed esterni, acquisto di attrezzature e software gestionale. Il contributo è pari al 60% della spesa ammissibile, in regime de minimis. Possono partecipare imprenditori agricoli singoli o associati. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link SRD03 – Azione B “Agricoltura Sociale” Contributo in conto capitale (60%) per investimenti nell’adeguamento di aziende agricole all’attività di agricoltura sociale. €1.500.000 14/07/2026 (ore 13:00) Bando SRD03 – Azione D | Trasformazione e Vendita Diretta Sostiene la creazione e lo sviluppo di laboratori per la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non compresi nell’Allegato I del TFUE, inclusi punti vendita aziendali. L’intensità del contributo varia dal 40% al 50% a seconda della zona rurale di riferimento. Possono partecipare imprenditori agricoli singoli o associati. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link SRD03 – Azione D “Trasformazione prodotti non Allegato I TFUE” Contributo in conto capitale (40–50% in base alla zona) per laboratori di trasformazione prodotti agricoli e punti vendita aziendali. €1.500.000 14/07/2026 (ore 13:00) Bando Lazio Donne e Impresa 2026 L’avviso “Donne e Impresa” della Regione Lazio sostiene le PMI femminili con sede operativa nel Lazio attraverso contributi a fondo perduto per nuovi investimenti, ampliamento, ristrutturazione o ammodernamento, anche con soluzioni digitali. La dotazione è di 3 milioni di euro, di cui 300.000 euro riservati alle PMI femminili del Quarticciolo. Il contributo può arrivare fino a 100.000 euro per impresa, coprendo tra il 50% e il 70% dei costi ammissibili, con un contributo aggiuntivo per sistemi di Digital Commerce & Engagement. Possono partecipare lavoratrici autonome, imprese individuali femminili e società a prevalente partecipazione e amministrazione femminile. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link Donne e Impresa 2026 Contributi a fondo perduto per PMI femminili nel Lazio per nuovi investimenti, ampliamento, ristrutturazione o ammodernamento (anche digitale). Contributo fino a €100.000 per impresa (50–70% dei costi ammissibili) + €4.954,80 per adozione di sistemi di Digital Commerce & Engagement. €3.000.000 (di cui €300.000 riservati alle PMI femminili del Quarticciolo) 10/06/2026 (ore 17:00) Regolamento Lombardia La Lombardia nel 2026 porta avanti sia misure “mass market” per apertura attività (Nuova Impresa), sia una misura già aperta per piccoli comuni/frazioni. Nuova Impresa 2026 È la classica misura “starter” per chi apre partita IVA/impresa e deve coprire i costi iniziali (attrezzature, marketing, digitale, ecc.). Nel 2026 risulta in arrivo: la pagina ufficiale indica pubblicazione nei primi mesi del 2026 e sportello definito dal bando attuativo. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link Nuova Impresa 2026 (Regione Lombardia + Unioncamere) Avvio nuove imprese e lavoro autonomo (contributo fino al 50% – max €10.000) € 8.000.000 In prossima apertura nel 2026 (sportello; data nel bando attuativo) Regione Lombardia Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026 Bando già aperto, con scadenza lunga (fino al 12 novembre 2026) e contributo fino all’80% (massimali differenziati). Verticale: se avete un format retail/servizio essenziale in zone scoperte, è molto potente. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link Nuova Impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026 Nuove attività (commercio alimentare/prima necessità) in piccoli comuni/frazioni € 2.948.682,38 12/11/2026 (ore 16:00) Bandi e Servizi Lombardia Puglia La Puglia nel 2026 resta una delle regioni più “strumentate”: TecnoNidi (strutturale), misure digitali per PMI, e strumenti Just Transition Fund su Taranto (anche per startup innovative). TecnoNidi È il “classico” bando pugliese per startup/PMI innovative: utile per finanziare investimenti, sviluppo e primi passi strutturati (logica sportello: prima si arriva, meglio è). Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link TecnoNidi (Sistema Puglia) Avvio/sviluppo piccole imprese innovative ad alto contenuto tecnologico Avviso a sportello A sportello (fino a esaurimento) Sistema Puglia TecnoNidi JTF Taranto Strumento molto interessante se si opera (o si può insediare l’operatività) su Taranto: nasce per accompagnare la transizione del territorio e finanzia piani di investimento a contenuto tecnologico. Avvio 29 gennaio 2026, sempre a sportello. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link TecnoNidi Just Transition Fund Taranto Avvio/sviluppo imprese innovative nella provincia di Taranto (JTF) € 20.000.000 A sportello (dal 29/01/2026) Regione Puglia Mini PIA Taranto Pacchetti integrati per micro e piccole imprese nell’area Taranto: adatto a piani più “impresa” (investimenti + crescita) e a iniziative che generano ricadute su territorio. Bando Scopo / Oggetto Budget Scadenza Link Mini PIA Taranto (Pacchetti Integrati di Agevolazione – JTF) Investimenti per micro/piccole imprese su Taranto (sportello) (Dotazione in avviso) A sportello (dal 05/07/2025) Regione Puglia Veneto Nel 2026 il Veneto ha un bando “a graduatoria” molto mirato sulle startup innovative e lo strumento finanziario “Fondo Veneto Competitività – Sezione Start Up” a sportello. Fondo Veneto
Private Equity per la crescita delle aziende

Scopri cos’è e come funziona il private equity per la crescita delle aziende non presenti nei mercati regolamentati
Avviare una Startup Senza Capitale

Avviare una startup senza capitale è possibile costruendo le giuste strategie ed essendo capaci di cogliere le opportunità.
Investimenti in Startup nel 2025

Finalmente nel 2025 possiamo assistere ad una crescita di investimenti e di round chiusi dalle startup italiane.
Bandi startup 2023

Bandi a fondo perduto, call for ideas ed altre opportunità di finanziamento nazionali e regionali per le startup.
Cap Table: cosa significa e perché è importante per una startup

Scopri cosa significa Cap Table per una startup. E’ un termine che rientra nel vocabolario dello startupper, molto importante da conoscere.
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